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Il Castello di Peschiera Borromeo

Il Castello di Peschiera Borromeo
a cura di Sergio Leondi (in occasione della Mostra Gli Antichi Mulini)
Vengono anche da lontano a rimirarlo, a fotografarlo, a dipingerlo su tela: costituisce per il nostro Comune il più bel fiore all’occhiello, che altri fortemente ci invidiano.

Per una felice circostanza (la mostra Gli Antichi Mulini), su iniziativa dell'Amministrazione Comunale, il Castello di Peschiera Borromeo adesso spalanca le sue porte al pubblico.

Grazie alla cortesia del Conte Borromeo, e alla sua disponibilità, i nostri concittadini hanno potuto vivere un’esperienza indimenticabile, assaporare profumi, luci, colori, suoni, atmosfere e sensazioni del bel tempo che fu, quando i re e le regine, le dame e i cavalier, discorrevano d’armi e d’amori...
 
Il Castello di Peschiera è il più antico possedimento lombardo dei Borromeo, famiglia originaria di San Miniato in Toscana.
Facoltosi mercanti e banchieri di fede ghibellina, in questa località nel 1370 vennero privati dei loro beni e mandati in esilio ad opera del partito avverso, i guelfi. Margherita, figlia di Filippo Borromeo (decapitato sul patibolo), sposò Giacobino Vitaliani di Padova;dall’unione nacque Vitaliano.
Chiamato a Milano da uno zio materno, il giovane adottò il cognome Borromeo, ereditandone tutte le sostanze e divenendo il capostipite del casato da cui derivarono San Carlo e Federigo Borromeo, fino agli attuali discendenti.
Abilissimo finanziere, accorto politico, Vitaliano diventò l’uomo di fiducia di Filippo Maria Visconti, signore del Ducato milanese.
Nel 1427 acquistò dai frati agostiniani che gestivano l’Ospedale Nuovo di Milano alcune loro proprietà situate tra Fiorano e Mirazzano, definite genericamente come le "cassine de’ frati neri" (dal colore dell’abito di quei religiosi).Una di queste cascine, accanto ad uno stagno o peschiera, dieci anni dopo fu fortificata con torri, fossato, ponti levatoi: nasce in pratica il monumento di cui andiamo parlando, giunto sino ai giorni nostri.
Per un certo periodo il castello appartenne a San Carlo Borromeo, cardinale e arcivescovo, e fu da questi frequentato ed abitato: racconta un contemporaneo che mentre lui e Federico, fratello di Carlo, si dilettavano di pesca gettando lenze nel peschierino, l’allora giovane abate si ritirava in disparte, a pregare e meditare.
 
Dopo la morte prematura di Federico, San Carlo rimase l’unico erede dei beni di famiglia; e tale rimase fino al 1567, allorché li donò allo zio Giulio Cesare Borromeo, padre di Renato e di Federigo, immortalato dal Manzoni nei Promessi Sposi.
Fu Renato, il primogenito e continuatore della stirpe, ad imprimere al castello la fisionomia che tuttora ammiriamo; specie dopo il matrimonio con Ersilia Farnese (1579), egli elesse Peschiera a sua dimora preferita, subito dopo l’avìto palazzo di Milano; cambiò volto all’edificio, facendone non una fortezza usa alla guerra, bensì una residenza quasi principesca, splendidamente affrescata, ove trascorrere in ozio e letizia buona parte dell’anno.
 



     
Peschiera Borromeo 29/07/2010 15.23.38